Arianna Capponi – Artista

Arianna Capponi

Chi Sono

Testo critico a cura della Curatrice e Critico d'Arte Maria Palladino

ARIANNA CAPPONI

La pittura di Arianna Capponi rappresenta un viaggio fantastico, fra interiorità ed esteriorità, che include la sua origine laziale, nello specifico nel meraviglioso scenario naturalistico, fra montagna e mare, di San Felice Circeo, che impronta di sé tutta l’opera dell’artista, pervasa da una luce diffusa e cangiante, che molto spesso fa da coprotagonista nei suoi dipinti. La pittrice riflette altresì sulla natura e sull’importanza del tempo, a scandire e misurare le attività umane, ma anche imprimere la lezione del passato sul presente, soprattutto artistico, un passato di cui non bisogna dimenticare e perdere di vista gli insegnamenti, le conquiste, i traguardi. Anche il tempo fa da comprimario, nei dipinti di Arianna Capponi, che molto spesso e in particolare in un determinato filone della sua produzione fanno riferimento alla storia, al mito, ad un trascorso artistico che dal Rinascimento alla Pop Art dà la possibilità all’autrice di costruire un unicum originale composto di prelievi tratti da linguaggi e stili precedenti, reinterpretati attraverso il suo sguardo e la sua sensibilità. Osserviamo pertanto statue classiche di divinità antiche stagliarsi su sfondi marini di imprecisata locazione geografica, oppure emergere dalle scure profondità di ombrosi anfratti, o distaccarsi candide sui disegni barocchi di una tappezzeria o carta da parati otto-novecentesca. E’ interessante, in quest’ultimo caso, notare l’abilità con la quale la pennellata, distesa e accurata, riesce a rendere la tridimensionalità plastica della scultura, annullandone poi la tornitura nella bidimensionalità e nel decorativismo precisamente scandito della parete di fondo. La statua, di per sé, acquista una sembianza pressoché carnale, grazie all’abilità di rendere i chiaroscuri, al cangiantismo dei bianchi, che assumono una tonalità perlacea, restituendo ad una vita parallela i personaggi mitologici. Le modalità espressive prescelte sono quella Pop, metafisica e surrealista, mescolando e intrecciando talvolta i tre diversi generi. Al centro di questi è la figura umana, nelle sembianze di divinità o personaggi dell’animazione e del fumetto, mentre un discorso a parte merita la rappresentazione degli animali, perlopiù selvaggi, anch’essi raffigurati in maniera straniante su decorazioni liberty, e che personificano e rispecchiano vizi e virtù dell’essere umano.

Maria Palladino